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<title>ErrediWeb - Feed RSS</title>
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<description>Le ultime notizie dal sito</description>
<copyright>Copyright ErrediWeb</copyright>
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<language>IT-it</language>

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<title><![CDATA[ErrediWeb - Aderisce alla campagna ZERO IMPACT WEB]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:05:29 +0100</pubDate>
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<description><![CDATA[Il sito ErrediWeb.com oltre a monitorare e migliorare la qualità del servizio di raccolta differenziata porta a porta nelle amministrazione dove il sistema è stato adottato, ha deciso di ridurre il suo impatto ambientale anche su internet.<br />
Errediweb.com ha aderito al progetto Zero Impact Web.<br />
Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale.<br />
Ecco perché errediweb.com ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.<br />
Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. E&#039; una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!<br />
Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!<br />
Le emissioni generate da questo sito sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.<br />
Clicca sul logo Zero Impact Web per vedere il certificato.]]></description>
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<title><![CDATA[Rapporto Ambiente Urbano 2011]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 18:34:57 +0100</pubDate>
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<description><![CDATA[Il rapporto Ambiente Urbano 2011 redatto da Legambiente, Ambiente Italia in collaborazione con il Sole 24 Ore sulla qualità ambientale dei centri urbani.<br />
Le città meno insostenibili, ovviamente, si trovano nel Nord dell&#039;Italia Belluno, Bolzano e Venezia. Il Sud, invece, abbonda di problemi soprattutto la Sicilia che riesce a piazzare suoi capoluoghi in fondo alle graduatorie, sia in quella delle grandi città (con Palermo, Messina e Catania), sia in quella delle medie (Siracusa), sia in quella delle piccole (Caltanissetta).Se è vero che si registrano lievi progressi (aumenta del 2% la raccolta differenziata) è altrettanto vero che siamo ancora in piena emergenza smog e rifiuti, che la mobilità resta pesantemente congestionata, che il trasporto pubblico è colmo di difetti, che la depurazione è inadeguata. E&#039; stato presentato inoltre anche il Premio Legambiente per le migliori ecoazioni nei centri urbani e pubblicate le Buone pratiche in Comune. <br />
I report possono essere raggiunti al seguente indirizzo:<br />
 <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/ecosistema-urbano-xviii-edizione-0" target="_blank">http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/ecosistema-urbano-xviii-edizione-0</a>]]></description>
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<title><![CDATA[Termovalorizzatore: cosa è?]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 20:14:38 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=45</guid>
<description><![CDATA[Dopo le ultime notizie di realizzazione di Termovalorizzatori nella nostra Regione cerchiamo di spiegare cosa è e come funziona.<br />
<br />
Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica. <br />
Il termine &quot;termovalorizzatore&quot; però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perchè l&#039;intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata, trattamento e riciclo).<br />
Si distingue dai vecchi inceneritori in qunato quest&#039;ultimi si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. L&#039;impiego dei termovalorizzatori sembra essere una parziale via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme e una opzione per diversificare i processi di eliminazione dei rifiuti solidi urbani (RSU).<br />
<br />
Pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l&#039;emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell&#039;atmosfera circostante. Un fatto su cui concordano ormai tutti, costruttori, medici e tecnici. Basti pensare che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine e possono essere nocive per l&#039;uomo a qualsiasi livello di assimilazione (US Environment Protection Agency 1994). <br />
<br />
<br />
Secondo la legge Ronchi bisognerebbe quanto più possibile recuperare materiali ma allo stato attuale si premiano i processi che impediscono il recupero dei suddetti materiali. La raccolta differenziata consente di recuperare materiale da inviare al riciclaggio e agevolare la selezione e la lavorazione dei rifiuti. <br />
Il termovalorizzatore non brucia qualsiasi rifiuto bensì soltanto CDR (combustibile da rifiuto) composto dalla parte secca del classico RSU (rifiuto solido urbano, ossia il nostro sacchetto dell&#039;immondizia). Questa parte secca è ovviamente composta da legno, carta, cartone, panni, stracci e tutto ciò che ha un potere calorifico abbastanza alto da poter garantire il corretto funzionamento dell&#039;impianto di termovalorizzazione. I rifiuti umidi (i rifiuti organici rappresentano il 40% dei rifiuti) non bruciano, quindi non sono adatti ad essere smaltito negli inceneritori e devono necessariamente essere stoccati nelle discariche.<br />
L&#039;utilizzo degli inceneritori come pratica di smaltimento può essere criticata soprattutto per l&#039;idea sbagliata che trasmette, e cioè che sia più semplice sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli anzichè valorizzarli. In realtà, agendo sulla prevenzione, la riduzione dei consumi e dei rifiuti e la raccolta differenziata, è facile dimostrare non solo che l&#039;intero processo di riciclo è assolutamente più rispettoso dell&#039;ambiente e della salute, ma anche economicamente più conveniente.<br />
]]></description>
</item>

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<title><![CDATA[Risultati di ERREDI differenziata record con l'80 per cento a Pianopoli]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:52:22 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=36</guid>
<description><![CDATA[E&#039; quanto dichiara il sindaco Cuda: fra i primi comuni italiani Il sindaco spiega che così si salva l&#039;ambientee si risparmiano i fondi dell&#039;ente municipale.<br />
«Siamo all&#039;80% della raccolta differenziata e questo significa che la popolazione sta collaborando totalmente». Tira le somme il sindaco Gianluca Cuda che ha esaminato la situazione nel suo complesso dopo «l&#039;aggiunta», a partire dai primi mesi di quest&#039;anno, della raccolta differenziata dell&#039;umido.<br />
Al ritiro separato di carta, alluminio e vetro infatti, ad inizio dell&#039;anno si è unita anche la raccolta &quot;porta a porta&quot; dei rifiuti organici: residui di cucina e affini. In giorni stabiliti gli operatori municipali prelevano direttamente a domicilio i sacchetti colorati in cui sono depositati i rifiuti in maniera distinta. Su ogni involucro è fissata un&#039;etichetta che serve ad identificare le famiglie e le tipologie degli scarti: il tutto ritirabile negli uffici comunali in cui è stata allestita pure una banca dati (ERREDI) .<br />
«Il meccanismo semplicissimo», ha proseguito il sindaco, «e naturalmente l&#039;alto senso civico dei concittadini sono riusciti a coinvolgere la popolazione ed i benefici sono sotto gli occhi di tutti. Le strade, tanto per citare un esempio, sono state liberate dai cassonnetti dell&#039;immondizia che costituivano un brutto arredo urbano e spesso erano causa di cattivo odore».<br />
I vantaggi sembra non siano legati esclusivamente all&#039;immagine, ma ricadono anche in una sfera economica.<br />
«Con questo sistema», ha spiegato ancora Cuda, «il risparmio è notevole. Basti pensare che in una settimana, rispetto a quando i rifiuti terminavano in discarica e dunque non più tardi di qualche mese addietro, i costi si riducono di circa il 70%. Speriamo che altri comuni calabresi si adeguino. Le soddisfazioni peraltro sono molteplici. Oltre ad una corretta educazione ambientale, sui rifiuti solidi urbani Legambiente ci ha fatto sapere che con queste percentuali di raccolta siamo tra i primi in Italia. Un orgoglio che sento di condividere con tutta la popolazione».<br />
(Fonte Gazzetta del Sus)]]></description>
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<title><![CDATA[Come differenziare i medicinali]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 17:04:27 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=35</guid>
<description><![CDATA[Un farmaco scaduto se non smaltito correttamente è potenzialmente dannoso per l&#039;ambiente.Le medicine, infatti, potrebbero contenere principi attivi che potrebbero danneggiare il sottosuolo, inquinare i pozzi di acqua potabile o alterare il funzionamento dei depuratori collocati nelle reti fognarie.<br />
<br />
Per lo smaltimento dei medicinali esistono degli appositi contenitori in cui gettare il farmaco. Prima di consegnare i medicinali scaduti si consiglia di togliere le scatole e i foglietti illustrativi, che possono essere riciclati con la carta. <br />
<br />
Fate attenzione a non inserire materiali diversi dal medicinale. Ad esempio le siringhe, aghi o flebo non rientrano tra i medicinali, ma vanno gettati nell’indifferenziata, facendo bene attenzione a proteggere l’ago, avvolgendolo con della carta o inserendolo in un contenitore in cui non può nuocere a nessuno.<br />
<br />
I medicinali successivamente una votla ritirati, non vengono riciclati, ma bruciati nei termovalorizzatori: la combustione controllata, eseguita a specifiche temperature, scompone i principi attivi dei farmaci nelle loro componenti di base che non inquinano l’ecosistema. I filtri delle ciminiere impediscono invece alle sostanze inquinanti di diffondersi nell’ambiente.]]></description>
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<title><![CDATA[Approvato dal Consiglio dei Ministri il nuovo conto energia]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Thu, 05 May 2011 21:23:46 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=26</guid>
<description><![CDATA[I termini dell&#039;accordo L&#039;incentivo scatterà quando l&#039;impianto sarà collegato alla rete (iniziando, quindi, a produrre energia), ma ci sarà una garanzia per gli investitori. Si applicheranno, infatti, le regole del Tica (Testo integrato delle connessioni attive, elaborato dall&#039;Autorità per l&#039;energia), che prevedono tempi massimi per il collegamento delle installazioni e relative sanzioni in caso di ritardi ingiustificati. Ci saranno quindi dei risarcimenti, ancora da definire, per le imprese costrette ad aspettare più del dovuto prima di far funzionare gli impianti costruiti. Tra le altre novità, spicca un sostegno particolare agli impianti fino a 200 kw a terra o sui tetti per favorire l&#039;autoconsumo di energia elettrica. Inoltre, dovrebbero scendere i tetti massimi di spesa per il fotovoltaico nel periodo transitorio 2011-2012: 300 milioni di euro al posto di 447 dal primo giugno al 31 dicembre 2011, e 280 milioni rispetto ai 373 previsti per tutto l&#039;anno successivo. ]]></description>
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<title><![CDATA[Nuove norme sui sacchetti bio]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:33:04 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=24</guid>
<description><![CDATA[Il Governo è pronto a spingere sull’acceleratore sulle nuove norme per la commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili. Dovrebbe infatti approdare nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri lo schema di disegno di legge per definire meglio il campo di applicazione del divieto di vendere gli shopper non biodegradabili e le eventuali sanzioni. Da indiscrezioni lo schema di disegno di legge si compone di un solo articolo e trae spunto dalla Finanziaria 2007 che ha introdotto il divieto dei sacchetti in plastica anche per agevolare “una modifica delle abitudini di consumo dei cittadini promuovendo una maggiore propensione al riutilizzo” con il fine “di incidere sull’impatto che i sacchetti di plastica provocano sull’ambiente a causa dell’uso massiccio e delle modalità di smaltimento degli stessi”.<br />
<br />
L’assenza della sperimentazione prevista dalla legge attraverso un programma nazionale e dei provvedimenti necessari al raggiungimento graduale del divieto, a partire dall’entrata in vigore dello stop agli shopper in plastica il primo gennaio 2011, prosegue la relazione, “ha provocato l’insorgenza di dubbi interpretativi e difficoltà nell’applicazione operativa dello stesso, con particolare riferimento sia agli aspetti tecnico-scientifici, quali l’assenza di una puntuale definizione del concetto di biodegradabilità, sia alla genericità del divieto contenuto nella normativa citata, sia, infine, alle conseguenze del mancato rispetto del divieto medesimo”. Da qui l’intervento normativo che precisa a quali tipologie di sacchetti si applichino o meno i divieti.<br />
 <br />
A sorpresa sarebbero esclusi, per esempio, i sacchetti che per caratteristiche tecniche e costruttive “favoriscono il loro riutilizzo duraturo e li dotino di un autonomo valore economico”. Il disegno di legge stabilisce inoltre che le sanzioni per la violazione del divieto di commercializzazione prevedono una sanzione amministrativa che va da 2.000 euro a 120.000 euro. Infine, l’ultimo comma prevede per il ministero dell’Ambiente il compito di promuovere le iniziative “affinché i produttori indichino sui sacchi per l’asporto merci non soggetti al divieto di commercializzazione idonee informazioni al pubblico per una corretta gestione del relativo ciclo rifiuti”. ]]></description>
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<title><![CDATA[Quanto tempo impegano i nostri rifiuti a degradarsi naturalmente?]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 21:44:23 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=23</guid>
<description><![CDATA[La salvaguardia dell&#039;ambiente in cui viviamo avviene anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Gettare per strada, nel mare o su un prato, qualsiasi tipo di rifiuto produce dei danni veri e propri. Basta conoscere i tempi di degradazione dei rifiuti quando non gettiamo anche piccole cose nell&#039;apposito contenitore.<br />
Ecco un elenco:<br />
<b>LO SAI QUANTO TEMPO SERVE A SMALTIRE</b><br />
• Una gomma da masticare =5 anni<br />
• Una lattina d&#039;alluminio per bibite =10 -100 anni<br />
• Un contenitore di polistirolo =oltre 1000 anni<br />
• Schede telefoniche, ricariche e simili =oltre 100 anni<br />
• Un mozzicone di sigaretta =1-2 anni <br />
• Il torsolo di una mela =3 mesi<br />
• Fiammiferi o cerini =6 mesi<br />
• Giornali e riviste =6 mesi, più di 10 anni<br />
• Una bottiglia di vetro =circa 400 anni<br />
• Una bottiglia o un sacchetto di plastica =100-1000 anni<br />
• Piatti e posate di plastica =100-1000 anni<br />
• Un pannolino usa e getta =circa 400 anni<br />
• Indumento di lana o cotone =1 anno<br />
• Fazzoletti e tovaglioli di carta =3 mesi<br />
• Un cartone di latte o succo =1 anno<br />
• Una scatola di cartone =2 mesi<br />
• Una buccia di banana=4 settimane<br />
• Un fazzoletto di carta=3 mesi<br />
• Un rotolo di carta igienica2 mesi<br />
• Un giornale quotidiano=1 mese<br />
<br />
 <b>E SE I RIFIUTI SONO GETTATI IN ACQUA</b><br />
• Un fazzoletto di carta=3 mesi<br />
• Un fiammifero=6 mesi<br />
• Un mozzicone di sigaretta=da 1 a 5 anni<br />
• Una busta di plastica=da 10 a 20 anni<br />
• Una lattina di alluminio=500 anni<br />
• Una bottiglia di vetro=1000 anni<br />
• Un imballaggio in polistirolo =1000 anni<br />
• Una gomma da masticare =5 anni<br />
• Una lattina d&#039;alluminio per bibite =500 anni<br />
• Schede telefoniche, ricariche e simili =1000 anni<br />
• Il torsolo di una mela =3-6 mesi<br />
• Giornali e riviste =2 mesi<br />
• Accendino di plastica =100-1000 anni<br />
• Un pannolino usa e getta =circa 200 anni<br />
• Indumenti di lana o cotone =8-10 mesi<br />
• Tessuti sintetici =500 anni<br />
• Una buccia di banana =2 anni<br />
]]></description>
</item>

<item>
<title><![CDATA[Il 94% dei comuni italiani è verde]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 14:56:01 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=22</guid>
<description><![CDATA[Nel 94% dei comuni italiani sono installati impianti da fonti rinnovabili.<br />
<br />
Sono, infatti, 7.661 i municipi che ospitano almeno un impianto da rinnovabile, rilevati nel rapporto Comuni Rinnovabili 2011 di Legambiente.<br />
<br />
Erano 6.993 lo scorso anno e 5.580 nel 2009. La crescita è impressionante e riguarda ognuna delle fonti pulite.<br />
<br />
Sono 7.273 i Comuni del solare, 374 quelli dell&#039;eolico, 946 quelli del mini idroelettrico, 290 i comuni della geotermia e 1.033 quelli che utilizzano biomasse e biogas. <br />
E’ al territorio che bisogna guardare per capire il nuovo scenario energetico delle fonti rinnovabili. Il cambiamento sta infatti avvenendo a una velocità impressionante, distribuito in Italia tra quasi 200mila impianti di piccola e grande taglia.<br />
<br />
<br />
Le fonti rinnovabili, infatti, non solo contribuiscono in modo sempre più importante al bilancio energetico del nostro Paese, ma attraverso “nuovi” impianti eolici, geotermici, idroelettrici,da biomasse già oggi rendono al 100% rinnovabili un numero sempre maggiore di Comuni.  <br />
(fonte: legambiente.it)]]></description>
</item>

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<title><![CDATA[Rapporto Annuale sul sistema di ritiro dei Raee in Italia]]></title>
<dc:creator><![CDATA[ErrediWeb]]></dc:creator>
<category>News</category>
<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 16:00:31 +0200</pubDate>
<guid>http://www.errediweb.com/news/view.php?id=21</guid>
<description><![CDATA[È stato presentato a Roma il Rapporto Annuale 2010 sul sistema di ritiro e trattamento dei RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia, edito dal Centro di Coordinamento RAEE. I dati contenuti nel Rapporto Annuale RAEE 2010 indicano come in Italia siano stati raccolti complessivamente 245.350.782 kg di RAEE, nel corso dell&#039;anno con un aumento di oltre il 27% su base annua rispetto al 2009, con una media pro-capite pari al 4,07 kg per abitante ossia oltre l&#039;obiettivo di 4 kg/ab. fissato dalla normativa europea. Le missioni di ritiro dei RAEE presso i Centri di Raccolta che i Sistemi Collettivi hanno effettuato nel corso del 2010 sono state complessivamente 139.867, il 27% in più rispetto al 2009. I Centri di Raccolta, presenti sul territorio nazionale, raggiungono quota 3.564, con un +17% rispetto all&#039;anno precedente e offrono i propri servizi a 6.246 Comuni con una popolazione servita pari all&#039;89,62% della popolazione totale. Nella raccolta il Raggruppamento R3, costituito da TV e monitor, ha rafforzato ulteriormente la propria quota pari al 33,03% rispetto al totale dei RAEE raccolti. <br />
(Fonte Centro di Coordinamento RAEE)<br />
]]></description>
</item>

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